Sanità in Sardegna. Analisi delle criticità e proposte di riforma
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La crisi della sanità sarda è ormai evidente a tutti i cittadini. La maggior parte ne conosce le disfunzioni e paga sulla propria pelle i ritardi e le criticità del settore, senza bisogno di verificare nel dettaglio le cause e le eventuali soluzioni. Ma sul versante politico, istituzionale e sociale è indispensabile sviscerare le ragioni di questa crisi, documentarla e farla diventare oggetto di quotidiana attenzione nelle sedi decisionali. Non è sufficiente vedere di questa emergenza la dimensione e le conseguenze enormi per i cittadini; si tratta di partire da questa amara constatazione per attivare tutte le conoscenze ed energie utili a invertire la rotta. Con questo documento si vuole aggiornare lo stato del problema sanità in Sardegna e contribuire ad una conoscenza propedeutica a iniziative utili al positivo cambiamento del settore socio-sanitario.
Raccolta e impieghi delle banche in Sardegna
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di Mario Medde
Il credito e dunque le banche hanno un ruolo decisivo per le imprese, le famiglie, i singoli cittadini, per l'economia a tutti i livelli e gli Stati. Salvo rare eccezioni, nei giornali, nei mass media in generale, delle banche si parla e si pubblica con grande rilievo solo in caso di fusioni, incorporazioni e acquisizioni. È del tutto residuale invece il rapporto con i risparmiatori, con le piccole imprese, con i cittadini. Criptato o quasi, con qualche eccezione, il rapporto tra raccolta e impieghi, soprattutto a livello delle regioni. Pur valutando il potere molto ridotto dell’Ente Regione con gli istituti di credito, si tratta comunque di proporre in Sardegna il tema del rapporto credito-sviluppo, raccolta-impieghi, la presenza nel territorio, i tassi di interesse rispetto alle altre aree del Paese, a partire da ciò che la Regione istituzionalmente e politicamente può mettere in campo, a iniziare da una verifica delle sue politiche di settore, dal Programma regionale di sviluppo, delle risorse disponibili, da un'attenta analisi delle strategie e scelte delle banche nei confronti dei cittadini e delle imprese. Ho proposto un ragionamento su questi temi a Claude-AI chiedendo di documentarlo con dati e tabelle.
Qui appresso i pulsanti con i link all'articolo in formato PDF.
Martha Nussbaum, Ernesto Balducci e il cosmopolitismo
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di Mario Medde
Premessa — Ogni persona ha un valore universale, e i problemi si affrontano meglio in una prospettiva globale che superi la dimensione locale e nazionale. Questa idea di cosmopolitismo, che affonda le radici nella filosofia greca, è stata studiata, tra gli altri, dalla filosofa americana Martha C. Nussbaum. In questo articolo mi propongo di confrontare le idee di Nussbaum con quelle di padre Ernesto Balducci, per rilevarne poi i limiti storici e la frattura, da entrambi non pienamente affrontata, tra cosmopolitismo come ideale etico e globalizzazione come processo economico reale, con un cenno alla crisi delle istituzioni internazionali.
Parte prima – L’attaccamento come radice del cosmopolitismo, confronta il «paradosso dell’appartenenza» di Nussbaum – l’amore per l’umanità nasce dai legami concreti, non li nega – con la lettura teologica di Balducci, per il quale l’attaccamento è kenosi: non abolizione, ma trasfigurazione del particolare. Se ne ricavano quattro snodi comuni: il radicamento come punto di partenza, la trasformazione qualitativa dell’attaccamento, il ruolo della narrazione e della memoria, la critica al «cosmopolitismo senza corpo» delle élite.
Parte seconda – Due visioni del cosmopolitismo a confronto, espone il cosmopolitismo «rivisto» di Nussbaum – cerchi concentrici, capabilities, vergogna cosmopolita – e quello «profetico» di Balducci, l’Occidente come «terra del tramonto», l’uomo planetario, la radice cristologica, chiudendo con una tavola sinottica delle convergenze, a partire dalla critica alla pretesa neutralità dell’universalismo, e delle distanze tra filosofia laica e teologia.
Parte terza – Memoria e appartenenza: qui ritorno sui miei tre libri, Antiles, Imago mundi, Anni giovani, che hanno per contesto la Sardegna interna, per mostrare come memoria, genius loci e impegno civile incarnino narrativamente la tesi secondo cui il particolare fonda l’universale.
Sanità in Sardegna
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di Mario Medde
La sanità sarda vive una crisi strutturale che non si risolve con interventi tampone: occorre una riforma organica che aggredisca le cause profonde. Quattro assi prioritari guidano questa proposta:
- Interventi immediati sulle liste d’attesa e sulla carenza di organico.
- Revisione della governance, della rete ospedaliera e del modello Hub & Spoke.
- Rinegoziazione dell’accordo finanziario Stato-Regione del 2005.
- Abolizione del numero chiuso in medicina e riforma delle scuole di specializzazione.
Identità collettiva e memoria individuale
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di Mario Medde
È necessario continuare a richiamare l’attenzione sui problemi dei piccoli comuni dell’Isola, sul fenomeno dello spopolamento e sulla tendenziale perdita di identità di queste comunità. La Sardegna centrale vive una sfida esistenziale che richiede non singoli interventi, ma una strategia integrata che connetta servizi, economia, infrastrutture, comunità e valorizzazione della loro storia e identità.
La questione salariale in Sardegna
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Tra passato e presente
di Mario Medde
La questione salariale non è una novità. In Italia come in Sardegna, si ripresenta periodicamente con caratteristiche diverse ma con un filo conduttore costante: una struttura produttiva a basso valore aggiunto e realtà territoriali profondamente differenziate. L'unica eccezione significativa fu il boom economico degli anni Sessanta, quando la capacità industriale del Nord e i flussi migratori dal Meridione crearono le condizioni per conquiste normative decisive — dallo Statuto dei lavoratori ai grandi contratti collettivi.
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