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di Mario Medde
La questione morale è alla quotidiana attenzione dell'opinione pubblica come conseguenza delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la grande maggioranza dei consiglieri regionali della Sardegna.
Siamo certo di fronte a un problema di enorme dimensione etica, e che riguarda le persone oggetto di indagine da parte della magistratura, ma anche a una drammatica manifestazione di crisi della massima istituzione dell'autonomia così come l'abbiamo conosciuta e praticata.
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Mentre la Sardegna vive una fase di crisi economica e sociale senza precedenti e le proteste coinvolgono l'intera Isola, il dibattito in Consiglio Regionale e nei mass-media si focalizza, ancora una volta in termini di contrasto e disunione, sulle caratteristiche che deve assumere il rapporto Stato-Regione. Autonomia, indipendenza e federalismo ritornano con maggiore vigore al centro del dibattito.
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di Paolo Fois e Vanni Lobrano
Premessa. Il Comitato per la Costituente sarda esprime un giudizio sostanzialmente positivo relativamente alla decisione della Commissione Autonomia della RAS, di mettere fine a una prolungata inerzia nell’avvio dell’attesa riforma statutaria, affidando ad uno dei componenti della Commissione il compito di elaborare una proposta di “legge statutaria”, ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale. Il Comitato ritiene peraltro opportuno far pervenire alla Commissione Autonomia l’unito documento, elaborato combinando considerazioni politiche e giuridiche, in quello spirito di costruttiva collaborazione vivamente auspicato dal Consiglio regionale nell’ordine del giorno approvato il 18 novembre 2010.
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di Giovanni Lobrano
I. COS'È LA AUTONOMIA
1. Dobbiamo, innanzi tutto, operare una equazione elementare: autonomia è sinonimo di libertà. Ogni uomo e tutti gli uomini hanno bisogno di autonomia ovvero di libertà. Senza autonomia - cioè senza libertà - non c'è dignità umana.
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di Mario Medde
Un'Assemblea costituente del popolo sardo è necessaria per fermare il declino della Sardegna e della Regione. In questa direzione diventa, infatti, indispensabile riformare le istituzioni, per garantire loro maggiore efficienza ed efficacia, e contribuire così a cambiare la politica sarda. Una discontinuità che è necessario mettere in campo attraverso la più ampia partecipazione popolare e rivedendo la Carta statutaria, l'organizzazione della Regione e degli enti locali e la legge elettorale.
