Analisi delle criticità e proposte di riforma
Documento di analisi e proposta | Aggiornato a giugno 2026
di Mario Medde
Sintesi assi prioritari
La sanità sarda vive una crisi strutturale che non si risolve con interventi tampone: occorre una riforma organica che aggredisca le cause profonde. Quattro assi prioritari guidano questa proposta:
- Interventi immediati sulle liste d’attesa e sulla carenza di organico.
- Revisione della governance, della rete ospedaliera e del modello Hub & Spoke (strutture periferiche con servizi di base e primo soccorso e ospedale centrale con tecnologie avanzate e per casi clinici più gravi).
- Rinegoziazione dell’accordo finanziario Stato-Regione del 2005.
- Abolizione del numero chiuso in medicina e riforma delle scuole di specializzazione.
Aggiornamento: gli ultimi provvedimenti della Giunta regionale (giugno 2026)
Prima di entrare nel merito dell’analisi, si segnala che la Giunta regionale ha adottato negli ultimi due mesi tre provvedimenti in materia sanitaria, che è opportuno richiamare in premessa.
| Provvedimento | Contenuto principale | Riferimento |
|---|---|---|
| Albo unico regionale per il reclutamento dei medici | Istituito un elenco unico, gestito da ARES, di medici in libera professione per l’emergenza-urgenza e le cure territoriali, con compensi orari da 40 a 100 euro in base alla qualifica (laureati abilitati, specializzandi, specialisti, medici in quiescenza). | Delibera Giunta regionale e determinazione ARES n. 1623, 17 giugno 2026 |
| Incremento delle retribuzioni per le prestazioni aggiuntive | Delibera che uniforma i compensi del personale dipendente: 100 €/ora (medici) e 60 €/ora (comparto) per le prestazioni intra-aziendali; 140 €/ora (medici) e 80 €/ora (comparto), più rimborso chilometrico, per quelle extra-aziendali. | Delibera Giunta regionale, 17 giugno 2026 |
| Interventi finanziari per la sanità nella “manovrina” | Variazione di bilancio triennale 2026-2028 da 750 milioni di euro, di cui oltre 100 milioni destinati nel primo anno a sanità e politiche sociali; il provvedimento è ora all’esame del Consiglio regionale. | Delib.G.R. n. 19/7 del 24 aprile 2026 |
Si tratta di misure rilevanti, soprattutto sul fronte del reclutamento medico e degli incentivi economici al personale, ma che — come emerge dall’analisi che segue — intervengono su singoli aspetti dell’emergenza senza affrontarne le cause strutturali, che restano al centro delle proposte di riforma qui avanzate
1. Quadro dei dati: la situazione al 2025-2026
Prima di esaminare i singoli assi di intervento è fondamentale inquadrare le criticità con dati aggiornati. Il quadro che emerge è allarmante e ben documentato.
1.1 Rinuncia alle cure
La Sardegna è la regione italiana con il tasso più elevato di rinuncia alle prestazioni sanitarie. Secondo i dati ISTAT e il Rapporto Gimbe 2025:
| Indicatore | Dato | Nota |
|---|---|---|
| Rinuncia cure – Sardegna (2024) | 17,2% | Peggior dato nazionale (fonte: ISTAT/Corte dei Conti) |
| Rinuncia cure – media Italia | 9,9% | In aumento dal 7,6% del 2023 |
| Cause: liste d’attesa | 6,8% | +2,3 pp rispetto al 2023 |
| Cause: difficoltà economiche | 5,3% | Dato nazionale |
1.2 Carenza di medici di medicina generale
Il crollo dei medici di famiglia in Sardegna è il dato strutturale più critico, ampiamente superiore alla media nazionale:
| Indicatore | Dato | Nota |
|---|---|---|
| Calo MMG in Sardegna (2019-2024) | -40,3% | Il calo più marcato d’Italia (media naz. -14,1%) |
| Sedi vacanti (fine marzo 2025) | ~1/3 del totale | Fonte: Consiglio regionale Sardegna |
| MMG mancanti (dato ARES) | oltre 467 | Copertura 60% a Oristano, 56% a Nuoro |
| MMG in pensione entro 2028 | 231 solo in Sardegna | Fonte: FIMMG/Gimbe 2026 |
| Medici specialisti mancanti (stima) | ~1.154 | Emergenza: anestetisti, chirurghi, pediatri |
1.3 Risposta istituzionale recente
La Giunta regionale guidata dalla presidente Todde ha avviato diversi interventi, che tuttavia restano insufficienti rispetto all’entità della crisi:
| Misura | Risorse | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Prestazioni aggiuntive (smaltimento liste) | 3,5 mln/anno (2025-2027) + 3,9 mln naz. 2025 | LR n. 13/2025 e DL 202/2024 |
| Fondi per personale (2024) | 7,6 milioni | Budget SSR 2024 |
| Privato accreditato (liste d’attesa) | oltre 10 milioni complessivi | Delibere Giunta 2024-2025 |
| REIS (politiche sociali) – 2025 | 42 mln (+22% rispetto a 34 mln) | Legge assestamento 2025 |
| ADI anziani over 65 (fine 2025) | 11,69% (target: 10%) | Target PNRR raggiunto |
2. Primo asse: interventi urgenti su liste d’attesa e organici
2.1 Liste d’attesa: la priorità assoluta
La Sardegna è la regione dove la percentuale di cittadini che rinuncia a curarsi per le liste d’attesa raggiunge il valore più alto d’Italia (17,2% nel 2024 secondo ISTAT). Questo dato non è solo un indicatore sanitario: è un fallimento del diritto costituzionale alla salute (art. 32 Cost.).
Le misure necessarie, in ordine di urgenza:
- Potenziamento immediato degli organici: nessuna riduzione delle liste d’attesa è sostenibile senza un aumento significativo del personale medico, infermieristico e di supporto. L’istituzione dell’Unità Centrale di Gestione (RUAS) e l’adesione alla piattaforma nazionale (PNLA, operativa dal 2025) rappresentano passi avanti, ma vanno accompagnati da assunzioni strutturali.
- Revisione delle convenzioni con il privato accreditato: le convenzioni devono garantire prestazioni accessibili senza oneri aggiuntivi per i cittadini, con tariffe allineate ai LEA e controlli sui tempi effettivi di erogazione.
- Riforma dell’intramoenia: l’attività libero-professionale intramuraria non può costituire un percorso preferenziale retribuito a spese del paziente. Va introdotto un meccanismo stringente di recupero delle liste d’attesa tramite l’intramoenia con tariffe regolamentate.
- Revisione degli orari e degli emolumenti: la carenza di personale è aggravata dalla scarsa attrattività delle condizioni contrattuali. La perequazione avviata nel 2024 (10 milioni) va ampliata.
2.2 Carenza di medici di base e specialisti
Tra il 2019 e il 2024 la Sardegna ha perso il 40,3% dei propri medici di medicina generale: il dato peggiore d’Italia, contro una media nazionale del 14,1%. Entro il 2028 ulteriori 231 medici raggiungeranno il limite di età. Le province di Oristano e Nuoro sono le più colpite, con tassi di copertura inferiori al 60%. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 84 del 2025, ha confermato la legittimità della legge regionale sarda che consente l’impiego di medici in quiescenza nelle aree disagiate: una misura straordinaria e temporanea che non può sostituire interventi strutturali.
Interventi strutturali necessari:
- Piano straordinario di reclutamento: borse di studio aggiuntive per medici disponibili a operare nelle aree interne, incentivi economici differenziati per zone disagiate, percorsi di stabilizzazione rapida.
- Accordi con associazioni mediche straniere: come proposto dall’Ordine del Giorno n. 50/XVII del Consiglio regionale, attivare accordi-quadro per reclutamento da paesi con eccedenza di medici formati.
- Rafforzamento delle Case della Comunità: applicazione piena del DM 77/2022 per garantire presidio medico stabile nei territori, riducendo la dipendenza dal pronto soccorso ospedaliero.
- Medici di famiglia in tutte le comunità: garantire la copertura universale è un obbligo di sistema, non un obiettivo di mandato.
3. Secondo asse: governance, rete ospedaliera e medicina territoriale
3.1 Il fallimento del modello Hub & Spoke nell’isola
Il modello Hub & Spoke — mutuato dalla logistica distributiva e sviluppato in contesti geografici continentali — non è stato adattato alle specificità sarde: insularità, viabilità carente nelle aree interne, distribuzione demografica dispersa. Il risultato è una rete ospedaliera di prossimità smantellata, con Hub già sotto pressione e Spoke privi di risorse e personale sufficienti.
Proposte di revisione:
- Riattivazione degli ospedali di prossimità nelle aree interne: con reparti essenziali (medicina interna, chirurgia di urgenza, pediatria, ostetricia), calibrati sul bacino demografico e collegati in rete con gli Hub.
- Piena attivazione dei 24 distretti socio-sanitari: i distretti previsti dalla LR 11.09.2020 devono disporre di personale, risorse e autonomia reale, non solo di un organigramma formale.
- Rafforzamento del ruolo delle Conferenze socio-sanitarie: i sindaci e le comunità locali devono avere potere effettivo di indirizzo e controllo, con partecipazione delle forze sociali.
- Aziende Ospedaliere Universitarie e IRCCS: l’istituzione di Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico richiede un confronto strutturato con operatori, organizzazioni professionali, enti locali e Regione, evitando scelte calate dall’alto.
3.2 Integrazione socio-sanitaria e Piano dei Servizi alla Persona
Il Piano dei Servizi alla Persona (anziani, disabilità, famiglia, inclusione, PLUS) deve essere strettamente connesso alla programmazione sanitaria. Gli interventi prioritari:
- Assistenza domiciliare integrata (ADI): il risultato raggiunto (11,69% di anziani over 65 in carico al 31.12.2025) è un punto di partenza, non un traguardo. L’obiettivo deve salire progressivamente al 15-20% entro il 2030, con risorse adeguate.
- Cure palliative: nel 2024 sono stati presi in carico 1.697 pazienti adulti (37% del fabbisogno stimato) e 9 minori (26%). L’obiettivo di copertura del 90% entro il 2028 è ambizioso ma necessario.
- REIS (Reddito di Inclusione Sociale): le risorse 2025 sono cresciute del 22% (da 34 a circa 42 milioni). Occorre rafforzare il vincolo di partecipazione a percorsi formativi e lavorativi, con misure attive concordate con l’Assessorato del Lavoro.
- PLUS (Piani Locali Unitari dei Servizi): aumentare la copertura finanziaria dei progetti per evitare il sovraccarico sui Comuni capofila, spesso causa di difficoltà gestionali. Il Fondo regionale dei servizi alla persona (23 milioni/anno nel triennio 2025-2027) va incrementato.
- Non autosufficienza: il Fondo per la non autosufficienza (stimato in circa 258 milioni/anno) deve essere integrato con risorse nazionali e europee in modo programmato e pluriennale.
4. Terzo asse: rinegoziazione dell’accordo Stato-Regione
L’accordo del 2005 tra Regione Sardegna e Stato in materia sanitaria è diventato insostenibile. La Sardegna, in quanto regione a statuto speciale, ha responsabilità di spesa senza piena corrispondenza di trasferimenti adeguati.
Il quadro degli accordi recenti conferma la complessità del rapporto finanziario con lo Stato:
- L’accordo del 20 ottobre 2024, recepito dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), ha disciplinato il contributo alla finanza pubblica e la restituzione di risorse ricevute in eccesso nel periodo dell’emergenza Covid, con un piano di rimborso articolato su 850 milioni di euro fino al 2029.
- Parallelamente, la Regione affronta vincoli nazionali sul personale e sulla spesa che limitano la sua capacità di risposta alla crisi sanitaria, pur in presenza di bisogni ben superiori alla media nazionale.
Le azioni necessarie:
- Apertura immediata di un tavolo negoziale con il Governo nazionale per la revisione degli oneri finanziari in capo alla Regione in materia sanitaria, valorizzando i costi aggiuntivi derivanti dall’insularità (trasporto sanitario, dispersione territoriale, spopolamento delle aree interne).
- Riconoscimento dell’insularità come fattore strutturale di maggiore spesa sanitaria pro capite, analogamente a quanto avviene per le isole minori in sede europea.
- Revisione dei vincoli sul turnover del personale sanitario: i tetti di spesa nazionali stanno impedendo le assunzioni necessarie a colmare le carenze di organico, creando un cortocircuito normativo.
- Accesso prioritario ai fondi strutturali europei (FESR, FSE+) per investimenti in edilizia sanitaria, tecnologie e telemedicina nelle aree interne.
5. Quarto asse: formazione medica e numero chiuso
5.1 Il nodo del numero chiuso
La Sardegna è tra le regioni che pagano il prezzo più alto per la scarsità di medici formati. Il numero chiuso alla facoltà di medicina, pur essendo una scelta di competenza nazionale, ha prodotto un imbuto formativo che aggrava le carenze regionali. Nel 2025 il concorso per la formazione in medicina generale ha registrato in Sardegna tre candidati in meno rispetto alle borse disponibili (-5%), in controtendenza rispetto alla media nazionale (+26% di candidati sulle borse).
Posizione e iniziativa regionale:
- Avviare un’iniziativa politica forte, in sede di Conferenza Stato-Regioni, per la progressiva eliminazione del numero chiuso in medicina, sostituito da una selezione in itinere (al termine del primo anno) basata sul merito.
- Aumentare le borse di formazione in medicina generale finanziate dalla Regione, con particolare attenzione alle specializzazioni in carenza strutturale (anestesia, medicina d’urgenza, pediatria, chirurgia generale).
- Promuovere accordi con le Università di Cagliari e Sassari per percorsi dedicati a medici destinati alle aree interne, con borse vincolate all’esercizio professionale in Sardegna per almeno 5 anni.
5.2 Riforma delle scuole di specializzazione
Le scuole di specializzazione non corrispondono più alle necessità del sistema sanitario regionale: i curriculum formativi sono rigidi, i trattamenti economici degli specializzandi non competitivi, e la verifica della qualità è insufficiente.
Interventi proposti:
- Aumento delle borse di specializzazione nelle discipline in carenza strutturale, con cofinanziamento regionale aggiuntivo rispetto ai fondi nazionali.
- Adeguamento dei trattamenti economici degli specializzandi e revisione degli orari, per rendere il percorso formativo sostenibile e attrattivo.
- Introduzione di sistemi di verifica della qualità dei programmi formativi, con valutazione periodica dei curriculum e degli esiti occupazionali.
- Accordi inter-universitari per rotazioni negli ospedali sardi, riducendo il fenomeno della fuga dei giovani medici formati altrove che non fanno ritorno nell’isola.
6. Conclusioni: un piano organico, non interventi frammentati
Le criticità della sanità sarda sono sistemiche e interconnesse. Non possono essere affrontate con misure isolate o con finanziamenti temporanei. Ciò che serve è un piano organico, condiviso tra Regione, enti locali, operatori del settore e forze sociali, che aggredisca contemporaneamente:
- la carenza di personale, con un piano straordinario di reclutamento e formazione;
- l’inaccessibilità ai servizi, con la revisione della rete ospedaliera e il potenziamento della medicina territoriale;
- le disuguaglianze territoriali, con risorse differenziate per le aree interne e i comuni più colpiti dallo spopolamento;
- il nodo finanziario, con la rinegoziazione degli accordi con lo Stato;
- il deficit formativo, con la riforma dell’accesso alla medicina e delle scuole di specializzazione.
Il diritto alla salute non è un beneficio, è un diritto costituzionale (art. 32 Cost.). In Sardegna, dove quasi un abitante su cinque ha rinunciato a curarsi nel 2024, questo diritto è sistematicamente violato. Non è accettabile. In considerazione del primario interesse collettivo è urgente che alle proposte si affianchi una forte e diffusa mobilitazione sociale e popolare per chiedere alla Giunta regionale e al Governo nazionale di agire subito con efficienza ed efficacia.
* Per la stesura di questo articolo ho utilizzato e aggiornato alcuni miei scritti già pubblicati. Per la raccolta e la verifica dei dati mi sono avvalso anche di alcune app di IA.
Fonti e riferimenti
I dati contenuti in questo documento sono tratti dalle seguenti fonti:
- ISTAT, Monitoraggio LEA 2024 — Rinuncia alle prestazioni sanitarie
- Fondazione GIMBE, Rapporto sulla carenza di medici di medicina generale, marzo 2025
- Corte dei Conti, Quaderno n. 4 — Analisi del Servizio Sanitario Nazionale (2025)
- Azienda Regionale della Salute (ARES) Sardegna, dati su carenza MMG, 2025
- Consiglio Regionale della Sardegna, Ordine del Giorno n. 50/XVII (settembre 2025)
- Regione Autonoma della Sardegna, dichiarazioni Presidente Todde al Consiglio Regionale (aprile 2026)
- Corte Costituzionale, Sentenza n. 84 del 20 giugno 2025 (medici quiescenti in aree disagiate)
- Temi. Camera.it, Accordi bilaterali Stato-Regione Sardegna (aggiornato maggio 2026)
- FIMMG/Il Sole 24 Ore, Pensionamenti MMG 2024-2028 (marzo 2026)
- Sky TG24 / Quotidiano Sanità, dati rinuncia alle cure novembre 2025
